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Nuovo Modulo INAIL 2025: Come Valutare lo Stress da Smart Working e Tecnostress

  • Immagine del redattore: Giuliano Turrina
    Giuliano Turrina
  • 15 gen
  • Tempo di lettura: 9 min

L'INAIL ha pubblicato ad aprile 2025 un modulo integrativo per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato (SLC), pensato specificamente per contesti di lavoro da remoto e innovazione tecnologica. Questa novità rappresenta una risposta strutturata all'evoluzione significativa delle modalità lavorative post-pandemia e agli emergenti rischi psicosociali legati all'iperconnessione digitale.

L'aggiornamento è particolarmente rilevante in Italia, dove 3,57 milioni di lavoratori operano almeno in parte da remoto nel 2025. Con il diffondersi dello smart working nelle grandi imprese (il 95% lo ha adottato ufficialmente), le aziende si trovano di fronte a nuove responsabilità di prevenzione e monitoraggio del benessere psicosociale, come richiede l'articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.


Nuovo Modulo INAIL 2025 - Valutare lo Stress da Smart Working e Tecnostress - medicina del lavoro Verona

Novità Principali del Modulo INAIL 2025

Il nuovo strumento non sostituisce la metodologia 2017, ma la arricchisce con focus specifico su contesti digitali e remoti. Il modulo è stato sviluppato e testato su 19.000 lavoratori del settore terziario avanzato, garantendo validità scientifica e applicabilità pratica.

Le principali innovazioni includono:

  • Checklist per la fase preliminare: analizzano dotazione tecnologica adeguata, livelli di formazione digitale, diritto alla disconnessione e modalità di supervisione a distanza

  • Questionari ampliati e contestuali: investigano il carico lavorativo generato da tool digitali, il conflitto tra dimensione professionale e privata, la complessità tecnologica percepita e il tecnostress

  • Schede per focus group tematici: guidano discussioni qualitative su isolamento, supporto manageriale e relazioni digitali

  • Schede per la gestione interventi: forniscono matrici di prioritizzazione per azioni correttive mirate

Questi strumenti suddividono i risultati valutativi in tre livelli di rischio, suggerendo interventi differenziati: dal miglioramento degli strumenti tecnici al potenziamento del benessere psicosociale attraverso policy organizzative.


Obblighi Normativi e Sanzioni per le Aziende

L'articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 impone a tutti i datori di lavoro la valutazione dei rischi psicosociali, compresi quelli da stress lavoro-correlato, con aggiornamento minimo biennale o in caso di modifiche significative dell'organizzazione del lavoro, come l'introduzione dello smart working.

Dal 2025, l'utilizzo del modulo integrativo diventa una pratica attesa per aziende con lavoro agile strutturato. Le violazioni comportano:

  • Sanzione amministrativa: da 2.500 a 6.400 euro per omessa o incompleta redazione del DVR che non consideri i rischi stress lavoro-correlato

  • Responsabilità penale: in caso di infortuni o malattie professionali chiaramente legati a stress lavoro-correlato non valutato

  • Obbligo di documentazione: il DVR deve contenere la valutazione specifica anche per lavoratori a distanza

Il datore di lavoro deve coinvolgere attivamente il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e il Medico Competente (se designato), documentando tutto nel Documento di Valutazione dei Rischi.


Destinatari e Priorità di Applicazione

Il modulo si rivolge prioritariamente a:

  • Organizzazioni con lavoro da remoto o ibrido strutturato: imprese che hanno adottato smart working in modo sistematico, dal settore IT e della consulenza fino alla finanza e alle assicurazioni

  • Aziende con forte digitalizzazione: anche quelle tradizionalmente in sede che hanno introdotto nuove tecnologie modificando i processi lavorativi

  • Grandi imprese e PA: dove lo smart working è ormai consolidato. Nel settore pubblico il 17% dei dipendenti (555.000 persone) lavora da remoto, in crescita dell'11% nel 2025

  • PMI del Nord Italia: sebbene nelle PMI lo smart working sia in calo (-7,7% nel 2025), la valutazione rimane obbligatoria per chi lo pratica


Rischi Psicosociali Emergenti in Smart Working

Lo smart working ha portato in primo piano nuovi fattori di rischio psicosociale:

Il tecnostress rappresenta la manifestazione più immediata: nasce da notifiche continue, pressione di multitasking digitale, mancanza di confini netti tra tempo lavorativo e privato. Genera ansia, insonnia, affaticamento cognitivo e, nei casi più gravi, burnout.

L'iperconnessione amplifica il conflitto casa-lavoro per alcuni e genera isolamento sociale per altri. Il sovraccarico informativo (email, chat, videochiamate) riduce il tempo di recupero psicofisico necessario, con impatti documentati su depressione e ansia legate al lavoro.

L'autogestione eccessiva e l'isolamento manageriale aggravano il disagio percepito, soprattutto per chi ha difficoltà a comunicare efficacemente con i responsabili a distanza. Tool inadeguati o mancanza di supporto tecnico riducono ulteriormente l'efficienza e aumentano la frustrazione.

Le denunce INAIL per malattie psichiche relative al lavoro hanno registrato nel 2023 oltre 1.332 segnalazioni, con particolare incremento per disturbi ansioso-depressivi nei contesti a elevata digitalizzazione.


Come Effettuare la Valutazione: Procedura in 4 Fasi

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato con il nuovo modulo segue il percorso metodologico INAIL consolidato, articolato in quattro fasi:


Fase 1: Preparazione e Pianificazione

Coinvolgere il team multidisciplinare: dirigenti, RSPP, RLS e, se presente, medico competente. Raccogliere dati preliminari su:

  • Numero e profilo dei lavoratori da remoto o in smart working

  • Tecnologie utilizzate e livello di dotazione

  • Accordi di smart working già in vigore

  • Precedenti segnalazioni di malessere o assenze per motivi psicosociali

Definire i "gruppi omogenei" (lavoratori con esposizione simile ai fattori di rischio).


Fase 2: Valutazione Preliminare

Utilizare la checklist integrata INAIL per raccogliere dati oggettivi:

  • Adeguatezza di PC, connessione internet e ergonomia dello spazio di lavoro domestico

  • Formazione ricevuta sull'uso degli strumenti digitali

  • Presenza di politiche aziendali sul diritto alla disconnessione

  • Monitoraggio delle assenze e degli indicatori di malessere (turnover, eventi sentinella)

Somministrare questionari anonimi validati scientificamente ai lavoratori coinvolti per misurare la percezione soggettiva del tecnostress e dell'equilibrio vita-lavoro.


Fase 3: Valutazione Approfondita

Per gruppi omogenei con risultati preliminari critici, condurre focus group tematici:

  • Discussioni moderate su isolamento, supporto manageriale, carico lavorativo digitale

  • Raccolta di narrazioni qualitative sui fattori di stress specifici

  • Identificazione di soluzioni percepite come praticabili dai lavoratori stessi

Compilare le schede focus group fornite da INAIL per documentare il processo.


Fase 4: Pianificazione e Attuazione degli Interventi

Formulare e pianificare misure preventive e correttive mirate:

  • Per il tecnostress: formazione sulla disconnessione, policy orarie chiare, audit di tool tecnologici per eliminare sovraccarichi

  • Per l'isolamento: riunioni periodiche di team building, supporto psicologico/counseling aziendale

  • Per l'ergonomia: voucher o contributi per postazioni di lavoro domestiche adeguate

  • Per la supervisione: training per manager su gestione remota empatica e feedback costruttivo

Monitorare l'efficacia con piano triennale di revisioni e aggiustamenti.


Strumenti Pratici Forniti da INAIL

L'INAIL mette gratuitamente a disposizione delle aziende un kit operativo completo:

Strumento

Descrizione

Uso

Lista di Controllo Integrata

Checklist su adeguatezza PC, connessione, ergonomia home office, formazione ricevuta, policy disconnessione

Raccolta dati oggettivi preliminari

Questionari Tematici

20-30 item sulla percezione di stress digitale, equilibrio vita-lavoro, isolamento; scientificamente validati

Valutazione soggettiva cumulativa

Schede Focus Group

Template strutturato per documenting discussioni qualitative

Approfondimento su aree critiche

Schede di Gestione

Matrici per prioritarizzare azioni correttive per impatto e fattibilità

Pianificazione interventi

Tutti gli strumenti sono:

  • Forniti in formato Excel (facili da personalizzare)

  • Integrabili con software DVR già in uso

  • Scaricabili dal portale INAIL nella sezione dedicata "Rischio Stress Lavoro-Correlato"


Benefici per Aziende e Lavoratori

Una valutazione efficace del rischio stress lavoro-correlato secondo il modello INAIL genera benefici concreti:

Per le aziende:

  • Riduzione dell'assenteismo del 10-20% attraverso prevenzione mirata

  • Miglioramento del clima aziendale e riduzione del turnover

  • Prevenzione di contenziosi INAIL e responsabilità civile

  • Incremento di reputazione e attrattività per talenti, soprattutto tra millennial consapevoli del benessere psicologico

Per i lavoratori:

  • Promozione concreta dell'equilibrio vita-privata-lavoro

  • Riduzione di burnout, ansia e disturbi del sonno

  • Supporto psicologico riconosciuto a livello organizzativo

  • Produttività sostenibile nel tempo, non basata su burnout


Checklist Operativa: Cosa Fare Subito

  1. Verifica della valutazione SLC precedente: Se la valutazione risale a più di 2 anni fa o non copre i fattori di smart working/digitalizzazione, aggiorna entro 60 giorni da eventuali cambiamenti organizzativi

  2. Mappatura smart worker e tool digitali: Documenta la percentuale di lavoratori in modalità agile/ibrida e l'elenco degli strumenti digitali utilizzati (email, chat, videoconferenza, CRM, ecc.)

  3. Formazione RSPP: Assicura che il Responsabile della Prevenzione riceva aggiornamento specifico sul modulo INAIL 2025 per guidare la valutazione

  4. Integrazione nel DVR: Entro il termine di legge (60 giorni da modifiche organizzative significative), includi la valutazione stress lavoro-correlato nel Documento di Valutazione dei Rischi, specificando i fattori digital-specifici

  5. Monitoraggio trimestrale: Istituisci un sistema di raccolta indicatori stress (assenze, segnalazioni, trend di malessere) con cadenza trimestrale per verificare l'efficacia delle misure


Errori Comuni da Evitare

  • Non sottovalutare i rischi ibridi o ignorare feedback dei lavoratori: Una valutazione superficiale porta a DVR inefficace e audit dell'Ispettorato Lavoro negativi

  • Condurre valutazioni fai-da-te senza expertise tecnica: Affidati a consulenti accreditati in medicina occupazionale per garantire validità scientifica e rigore documentale

  • Trascurare la partecipazione del RLS: Il coinvolgimento del Rappresentante dei Lavoratori è obbligatorio e produce risultati più affidabili

  • Dimenticare l'update biennale: La valutazione decade automaticamente dopo 24 mesi; pianifica i refresh in calendario


Contesto Normativo: La Legge 203/2024

La Legge 203/2024 (Collegato Lavoro), entrata in vigore il 12 gennaio 2025, ha rinforzato la normativa su smart working richiedendo ai datori di lavoro la comunicazione telematica entro 5 giorni dall'inizio della prestazione (non dalla firma dell'accordo) al Ministero del Lavoro. Sebbene non direttamente legata alla valutazione dello stress, questa norma sottolinea l'importanza crescente del monitoraggio organizzativo del lavoro agile a livello istituzionale.


Prospettive Future e Allineamento Comunitario

Il modulo INAIL 2025 si inserisce in un contesto europeo dove la salute mentale sta guadagnando centralità nelle politiche di prevenzione sui luoghi di lavoro. L'Unione Europea sta sviluppando iniziative su salute mentale, con enfasi sulla prevenzione dei rischi psicosociali occupazionali.

È probabile che i prossimi aggiornamenti INAIL includano specifiche su:

  • Impatti dell'intelligenza artificiale sulla valutazione del carico lavorativo

  • Rischi psicosociali emergenti nel lavoro ibrido avanzato

  • Integrazione di strumenti di autoconsapevolezza digitale (app, dashboard di wellbeing)


Risorse e Contatti Ufficiali

  • Sito INAIL: www.inail.it – Sezione "Rischio Stress Lavoro-Correlato" per scaricare moduli, checklist e documentazione

  • Riferimento normativo: D.Lgs. 81/2008, articolo 28, comma 1-bis; Legge 203/2024, articolo 14

  • Dati di ricerca: Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano (2025) – Report annuale su diffusione e trend smart working in Italia

  • Consulenza: Rivolgersi a RSPP accreditati, consulenti del lavoro specializzati in medicina occupazionale o alle organizzazioni tecniche competenti (Ance, Confindustria, sindacati) per supporto nella valutazione


Note Metodologiche per l'Implementazione

La valutazione stress lavoro-correlato non è un evento una tantum, ma un processo continuo di miglioramento. Le aziende che integrano il nuovo modulo INAIL 2025 nel loro sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro ottengono non solo conformità normativa, ma anche un vantaggio competitivo in termini di benessere organizzativo e retention dei talenti.



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